Venezia Camp, tra Enterprise 2.0 e user experience

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Capatina al Venezia Camp, Festival dell’Innovazione Digitale, alla ricerca di un po’ di ispirazione e qualche buona idea… risultato: a casa con un bel raffreddore, malgrado i 35 gradi all’ombra, e qualche spunto di riflessione, anche se onestamente pensavo in qualcosina in più. Nel viaggio di ritorno sul vaporetto affollato riflettevo che tutto quello che avevo ascoltato poteva essere riassunto con due parole chiave: 2.0 e user experience, concetti non poi così innovativi per un festival dell’innovazione, ma che hanno ancora moltissimo margine di essere sfruttati nelle strategie di marketing della piccola media impresa italiana.
Ad esempio il modello di Enterprise 2.0, intesa come modello culturale che coinvolge non solo la presenza su web, ma più in generale l’organizzazione aziendale, in particolare per quel che riguarda gli investimenti in nuove tecnologie e nuovi approcci tecnologici.
L’investimento tecnologico potrebbe essere un arma vincente per colmare quel gap di produttività che contraddistingue la PMI rispetto al panorama internazionale. Ci sono alcuni esempi di eccellenza in Italia, ma è necessaria una rivoluzione culturale che noi professionisti della comunicazione possiamo stimolare.
Sfruttare gli strumenti del web 2.0 (blog e social network in particolare) consente anche alla piccola azienda o che realizza un prodotto artigianale e/o di nicchia di essere visibile, insieme al suo prodotto; le permette di ascoltare il proprio pubblico di riferimento, coinvolgendolo nelle discussioni sul prodotto e consente di raccontarlo in modo originale ed esclusivo.

Arsenale di Venezia

Il passo successivo è il marketing experience che pone al centro di qualsiasi ragionamento sul servizio o sul prodotto l’esperienza utente. Di user experience si parla soprattutto in ambito tecnologico e web (un sito, un videogioco, un’applicazione per iPhone ecc.), ma è un concetto che si può applicare a qualsiasi altro settore e che consiste nel rovesciare la prospettiva con cui l’azienda si pone verso il mercato: non solo vendere un prodotto/servizio, ma far vivere un’esperienza, massimizzare gli aspetti positivi e minimizzare quelli negativi, prestando attenzione all’usabilità, al design, alla funzionalità, ai bisogni del destinatario. Essere orientati all’utente/cliente significa essere orientati al successo del proprio progetto, che si tratti di un albergo, di un ristorante, di un negozio di scarpe o dello sviluppo di un videogame.
A proposito di user experience, una nota sulla location, l’Arsenale di Venezia, splendida, suggestiva, ma non molto accessibile…

Valeria Matacchieri

 

 

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