Il futuro di Google

Cos’è Google?

“Google is not a conventional company. We do not intend to become one.”

In un contesto come la Silicon
Valley, lontano anni luce dal modello delle aziende italiane, questa frase,
scritta dai due fondatori del gigante di Mountain View nel lontano 2004, poteva
sembrare la classica banalità. In più, chi ha seguito l’evoluzione del più
famoso motore di ricerca al mondo non ha notato grandi cambiamenti visuali. Da
quando “big G” è stato ideato, ha svolto egregiamente il suo lavoro: trovare
quello che cerchiamo.

Ma su quali programmi lavorano ogni
giorno i 9.000 dipendenti?

Probabilmente Google non è (solo)
un motore di ricerca.

Per chi non lo sapesse Google,
nel solo 2010, ha dato il via a due grandi progetti: uno di energia eolica
nella costa est degli Stati Uniti e un altro di auto che viaggia senza pilota,
coprendo circa 225.000 km sulle strade americane. Nel 2006 ha acquisito Youtube
e l’anno successivo non si è lasciata scappare DoubleClick, un online
advertising network, per circa 3 miliardi di dollari. Il sistema operativo
Android, in rapidissima crescita, è al terzo posto per quanto riguarda i
dispositivi mobili. Tenendo ben presente che il futuro del web vedrà uno
spopolare delle connessioni da mobile device, l’ambito delle applicazioni e di
tutti gli strumenti utili per l’utente, per cercare un determinato prodotto o
servizio nelle vicinanze, sarà fondamentale. Google è d’accordo con me anche su
questa visione :). Stanno sviluppando infatti tecnologie come il
“voice-commander search” per esempio. Immaginate: prendete in mano il telefono,
anzi smartphone, e dite “vacanze New York” e lui automaticamente trova un hotel
sulla quinta strada. Atterrati ci chiederemo: “e ora?”. Big G ci vuole
accompagnare ovunque e quindi sta pianificando anche nuove strategie di
marketing geo-localizzato. Precisamente in due modi:

a) vogliamo andare in un negozio di scarpe vicino
all’aeroporto JF Kennedy: inseriamo la nostra posizione e sapremo quali sono i
più vicini

b) scendiamo dall’aereo e ci arrivano messaggi
pubblicitari di attività vicine alla nostra posizione geografica

Certo, a volte potrebbe essere un’azione
percepita dal potenziale consumatore come di disturbo, ma se abbiamo mezz’ora
libera e il negozio si trova dall’altra parte della strada.. perché non fare un
salto?

Come si può notare, sia
nell’offline che nell’online, Google sta lavorando a pieno ritmo per essere il
trend-setter in mercati completamente differenti. Semplificando big G è una
piovra gigante, che estende i suoi poderosi tentacoli in molteplici settori.

C’è sempre un “però”. Il 30
Novembre scorso, l’Unione Europea ha formalmente messo sotto investigazione
l’azienda di Mountain View per aver manipolato dei risultati di ricerca e, di
conseguenza, aver tratto benefici illegali per gli altri servizi concessi. In
Texas, sta accadendo la stessa cosa. Qualche problemino evidentemente c’è.
D’altronde 6,5 miliardi di dollari nel 2009 di profitto è una cifra che stimola
interessi personali…

Ma torniamo a noi, all’evoluzione
continua di big G. Gli investitori, molti di essi, credono che l’attività di
Google come motore di ricerca diminuirà drasticamente nel corso dei prossimi
anni. La spiegazione, molto semplice, è che i navigatori del web inizieranno a
fare le ricerche sui social network: su Facebook con il motore di ricerca
interno, su Twitter con gli hash-tag, etc. Il fatto che la piovra stia
allargando i tentacoli non è un caso. I momenti di gloria di Google non sono
comunque certo finiti: profitti con crescita del 57% nel 2007, “caduta” al 9%
l’anno scorso, ma in questi ultimi mesi l’indicatore delle entrate sta salendo
così tanto da stupire tutti gli analisti.

Eppure Google avrà un punto
debole direte; si, il social network. Big G non è ancora riuscita a creare uno strumento
innovativo come Facebook (considerato solo per potenza di penetrazione nella
popolazione mondiale). La soluzione potrebbe essere uno “social layer” e
quindi, non un vero e proprio social network, ma una maschera personalizzata
sincronizzata con tutti i prodotti e servizi brandizzati Google.

Concludendo, direi che l’azienda
di Mountain View ha fatto del suo lavoro la propria struttura. A mio avviso, da
motore di ricerca web, ha inglobato tutta una serie di servizi che traslano
questa attività anche nel metodo di lavoro: nei vari progetti in corso (auto
senza pilota, energia eolica, android, etc.) Google sta selezionando, mettendo
in evidenza e sviluppando le cose che più interessano a noi utenti finali.
Esattamente quello che accade quotidianamente quando accediamo al sito più
cliccato al mondo.

Cos’è Google per me? Per me
Google è un’azienda non convenzionale, che sa reinventarsi e crede in progetti
improbabili.

All’ingresso della sede nella
Silicon Valley – la famosa GooglePlex – c’è Stan, una replica in bronzo di un
Tirannosauro. Egli ricorda ai lavoratori che bisogna evolversi velocemente,
altrimenti si rischia di diventare dinosauri digitali. Io, fan dei progetti
impossibili, mi permetto di ricordarlo a voi.

Paolo Rinaldo

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