Come fare video sui social e creare engagement

Come fare video sui social e creare engagement

L’engagement è una metrica fondamentale, perché nella logica delle reti digitali sono gli utenti a decidere cosa funziona e cosa invece no. In questo momento, fare video sui social media significa investire nel contenuto preferito dagli utenti, e infatti piattaforme e modalità di fruizione sono in continua crescita.

Abbiamo già parlato delle ragioni del boom del video marketing negli ultimi anni. Youtube, ad esempio, raggiunge più persone nella fascia d’età 18/49 anni di qualsiasi canale TV. Cerchiamo allora di capire quali sono i format più efficaci e come sfruttare al meglio ogni piattaforma.

 

Video social, la lunghezza giusta

Coinvolgere l’utente è l’obiettivo principale, ma se è vero che con i video partiamo già in vantaggio rispetto ad altri contenuti, non significa successo assicurato. Per risaltare nel bombardamento di stimoli, il nostro contenuto deve avere qualità e quantità. Anche quantità sì, che qui si traduce nella domanda: quanto deve essere lungo un video?

Precisiamo subito che dipende dalla piattaforma. Nei social a fruizione più “immediata”, di norma si tende a massimizzare l’engagement nei primi 6 secondi, tempo oltre il quale l’attenzione dell’utente comincia a calare. Se vi sembra che stiamo esagerando date un’occhiata a questi dati:

  • Su Facebook più del 60% delle visualizzazioni non supera 1/4 del video e solo il 10% arriva alla fine
  • Secondo Locowise, la media è di 18” su una lunghezza di 55”; inoltre, il 78% sono riproduzioni in autoplay, quindi i video si avviano spesso senza audio
  • Hubspot  ci dice che nel 2017 il 56% dei video pubblicati sul web durava meno di due minuti

Infografica su durata e tipologie di video

Su piattaforme come Facebook e Instagram è dunque preferibile inserire contenuti d’impatto, fruibili anche con audio spento e con una buona CTA.

Questo comunque non significa realizzare solo micro-video. We Are social  osserva come, oltre ai formati brevi e semplici da fruire, le persone si stanno abituando a interagire con contenuti di lunga durata (binge-watching, ma anche podcast e dirette): se c’è interesse per un contenuto, ne vogliamo sempre di più. Ad esempio, si possono alternare video brevi e d’impatto con altri più strutturati, su argomenti per cui gli utenti mostrano interesse.

L’infografica di Hubspot introduce un altro dato: le tipologie di video più comuni, che ci danno indicazioni importanti sui format di maggior successo.

 

I migliori format video per il web

Il successo di una strategia dipende dalla fiducia che trasmettiamo ai nostri utenti, per questo ci servono dei contenuti video di qualità che creano valore. Alcuni format in particolare sono più efficaci:

  • Explainers, in cui raccontiamo qualcosa di noi e di quello che facciamo
  • Dimostrazioni, in cui raccontiamo come soddisfiamo le esigenze dei nostri utenti: pensate per coinvolgere, emozionare e divertire
  • Tutorial, in cui mostriamo come funziona un prodotto o un servizio
  • Testimonianze dei clienti, che ci fanno sembrare ancor più veri se riusciamo a dare quel sapore di user generated content.

Notiamo che i format più efficaci si possono ricondurre a due celebri classificazioni del contenuto video: quella per obiettivi (Inspire, Educate, Entertain) e quella per tipologia di contenuto (Hero, Hub, Help). Ne parla Google in un articolo ancora attualissimo sulla pianificazione dei contenuti.

Nel web possiamo veicolare valore attraverso il racconto, e i video sono uno strumento efficacissimo per raccontare. I social media si prestano ancora di più perché sono contesti in cui il racconto e il dialogo prevalgono sul messaggio pubblicitario. Naturalmente ogni piattaforma è diversa per struttura, tone of voice e target. Vediamo allora di inquadrare i principali social e capire come sfruttarli per trarre il successo massimo dai nostri video.

camera in cavalletto registra video

Quali video funzionano meglio su ogni social

Le strategie per fare video sui social si sono evolute negli anni sulle caratteristiche della piattaforma, per questo la scelta più efficace è pensare a diversi tipi di video a seconda del canale in cui si vuole distribuirli.

Youtube, la community dove raccontarsi in video

Youtube conta oltre un miliardo di utenti ed è il secondo motore di ricerca per traffico dopo Google (di cui è proprietà). Questo lo rende un canale molto utile per intercettare una audience interessata, ed è perfetto per raccontare, visto che i video sono il contenuto esclusivo e quindi tendono a una qualità più apprezzabile e a un pubblico più attento. Ecco le cose a cui fare attenzione:

  • Cura attentamente meta description, keyword e tag dei tuoi video per salire nel rank di ricerca e aiutare la crescita del canale
  • Video con didascalie e sottotitoli hanno in media il 40% di visualizzazioni in più
  • Anche su Youtube il 25% circa degli utenti guarderà un video per meno di 10 secondi, quindi fa’ in modo di acchiapparlo in tempo.

Facebook favorisce l’awareness e le condivisioni

Facebook è il canale perfetto per incrementare la reach attraverso contenuti potenzialmente virali. I video nativi hanno grande enfasi nell’algoritmo del news feed e, se non dovesse bastare, puoi sfruttare le enormi possibilità del targeting per sponsorizzare i contenuti e dare una spinta importante alla tua awareness.

  • I video devono essere divertenti o emozionali, ma soprattutto avere una forte propensione alla condivisione: pensali come prodotti che spingano i tuoi utenti a condividerli a tutti i costi!
  • Facebook segna il video come visto dopo 3 secondi di riproduzione, quindi l’immediatezza è fondamentale
  • Ricorda che l’85% dei video viene visualizzato senza audio, la maggior parte in autoplay: i sottotitoli sono fondamentali!

I formati più performanti sono quelli che usano lo spazio dello smartphone con intelligenza, proponendo esperienze coinvolgenti per lo schermo verticale:

  • 1:1, cioè il formato quadrato, mutuato da Instagram
  • 4:5, che riempie un po’ di più lo schermo ma lascia spazio alle info di pagina
  • 9:16, lo schermo intero verticale opposto ai 16:9 di Youtube

formati video Facebook

Twitter è un grande contesto per il video sharing

Twitter è spesso sottovalutato in tema video. Ma se vi dicessimo che la sua piattaforma è in continua evoluzione e l’82% dei suoi utenti guarda questo tipo di contenuti? Non solo, metà di loro lo ritiene un “grande contesto” per il video sharing, con il suo stile d’interazione altamente personale. In pieno stile Twitter la lunghezza dei video è limitata, ma, come abbiamo visto, essere sintetici e incalzanti è spesso una necessità.

Racconta una storia e rendila umana: video mirati all’intrattenimento aumentano le condivisioni in media del 15%, e se compaiono persone fin dall’inizio hanno il doppio di possibilità di essere visti.

Instagram, le tendenze più nuove e popolari

Premessa: i social network per contenuti visuali sono quelli che stanno crescendo di più in termini di utenti attivi, quindi puntare su questi è in ogni caso un’ottima idea.

Instagram è al momento quello di maggior successo, e il canale più adatto per avvicinare il pubblico giovane e produrre contenuti leggeri e insieme emozionali. I video su Instagram si avviano senza audio e richiedono un tocco per attivarlo: pensa contenuti in cui l’audio non è necessario o implementali con sottotitoli e didascalie.

Essendo proprietà di Facebook, si possono sfruttare le targetizzazioni delle ads, e in più Instagram permette una grande flessibilità e inventiva, avendo diverse modalità di pubblicazione per i contenuti video.

  • I post nel feed hanno una durata massima di un minuto. Il formato 1:1 è il migliore per l’engagement e l’arma fondamentale per la reach rimane l’uso degli hashtag in descrizione
  • Le Instagram stories hanno una durata massima di 10 secondi e applicano il formato verticale. Rimangono visibili per 24 ore e possono essere sponsorizzate
  • Le dirette hanno una durata massima di un’ora e sono fruibili dalla sezione stories, dove restano a loro volta per 24 ore

Una quarta modalità di condivisione video è stata lanciata nel giugno 2018, con la nuovissima IGTV che punta a diventare la tv della mobile generation: video lunghi fino a un’ora che non si snaturano dal formato verticale, per un social che ha ormai raggiunto un miliardo di utenti attivi e si pone in primissimo piano nelle strategie di marketing.

presentazione IGTV

Video social: un mondo in evoluzione

Fare video sui social è un veicolo potente per creare contenuti attraenti e aumentare il coinvolgimento del pubblico. Il discorso certamente non si conclude qui: ad esempio non abbiamo parlato di Snapchat, perché ha molto più mercato in paesi come gli Stati Uniti, ma questo e altri strumenti possono rivelarsi molto utili nelle nostre strategie.

L’importante è continuare a sperimentare e ricercare i contenuti che gli utenti preferiscono: il mondo dei video social è in continua evoluzione e dobbiamo mantenerci sempre al passo se vogliamo ottenere il massimo da questo prezioso strumento.

 

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