Dall’Australia a Cannes: la campagna smart che racconta i "Dumb ways to die"

Oltre 51 milioni di visualizzazioni su YouTube, una versione karaoke, innumerevoli parodie in qualunque lingua: non è il nuovo video di Madonna ma Dumb Ways to Die, una delle campagne sociali più riuscite della storia, che è stata (pluri)premiata pochi giorni fa ai Cannes Lions, il Festival della Creatività più importante del mondo.

Sono incappata in questo video qualche milione di visualizzazioni fa (erano più o meno un decimo di quelle attuali e già mi sembravano una quantità incredibile), per una di quelle strane combinazioni cosmiche che ti fanno entrare in Tumblr proprio nel momento giusto. Ho iniziato a guardarlo perché la grafica e i temi ricordavano molto quelli di un cartoon davvero politically uncorrect – Happy Tree Friends – che mi ha sempre divertita. La musica è accattivante, le situazioni dense di humour nero in perfetto stile “Darwin Awards”, il ritornello risuona nella testa per ore, ma è il finale ad essere assolutamente spiazzante: questo non è il “solito” video pubblicato sul Tubo da un gruppo di cartoonist che vogliono attirare l’attenzione delle mayor dell’animazione, ma una campagna della compagnia di trasporti che gestisce la metro australiana.

La sintesi è: tra gli stupidi modi per morire, ci sono tutti quelli che uniscono distrazione e vicinanza a binari e passaggi a livello. Evidentemente i messaggi nelle stazioni, le linee gialle, i cartelli alle pareti non sono sufficienti per ridurre il numero di incidenti e incrementare la sicurezza.
Allora perché non commissionare a qualcuno (che il suo lavoro lo sa fare davvero) una campagna istituzionale che sia anche originale ed efficace?

Oltre al video, anche un sito internet dedicato e un giochino interattivo: aumentano le condivisioni nei social network, crescono le pagine fan in Facebook, il brano entra nelle classifiche di iTunes e ci sono perfino delle parodie… insomma un successo globale, che ha ottenuto non solo più Gran Prix Lions, ma che ha anche portato a ridurre del 21% gli incidenti in metro. Un esempio riuscito di come temi e problemi sociali – anche quelli “difficili” come gli incidenti mortali – possano essere comunicati in maniera ironica, innovativa e creativa… perché un altro tipo di comunicazione (sociale e istituzionale) è possibile.

 

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