L’arte nell’epoca della sua ri… petizione nel web “2.0”

Il primo leggero post di fine estate.

Da anni oramai non si fa che parlare di quanto l’informazione sia diventata plurale, completa, multiforme e multifonte con l’avvento dell’oramai noioso a dirsi “web 2.0”.

Tutto questo si fonda, come tutti sanno fin troppo bene, sull’incommensurabile forza del contributo contemporaneo di milioni e milioni di utenti che in ogni momento, dall’avvento dei social network, non smettono di inviare e ricevere impulsi dal mondo del world wide web.

Il fatto di per sè è innegabilmente positivo e accrescitivo: lo scambio di informazioni e opinioni non può che produrre, del resto, valore e benessere.
Oggi però non voglio parlare di informazione, di business, di marketing, di comunicazione, di società o di sociologia del mezzo 2.0 (sinceramente sono stanco anche io di sentirne parlare): voglio parlare di arte, di arte digitale, anzi meglio, di arte web.
Perchè allora tutto questo dire? Semplice, perchè l’arte web di cui vogliamo parlare porta in sé il germe della condivisione e della concezione di arte come opera del contributo di milioni di contributi, come opera di tutti, come opera del mondo o meglio del world wide web inteso nei suoi utenti.
L’opera è quella dei ben noti Chris Milk e Aaron Koblin, già collaboratori di Google Creative Lab in altre occasioni e che qui, col supporto di Big G, sono riusciti a dar vita a www.exquisiteforest.com (attenzione: essendo un prodotto Google ad oggi funziona solamento con chrome).

Se nella url “forest” indica il contenuto del sito, “exquisite” indica sicuramente il sentimento di piacere che si prova nel cimentarsi con esso. Il sito, per farla breve, (o l’opera che dir si voglia) è composto da un’infinità di alberi (una foresta appunto) ognuno dei quali può potenzialemente essere composto da un’infinità di nodi e ramificazioni.

Ogni albero è una storia per immagini: essa viene iniziata da un utente sulla piattaforma con la posizione della prima sequenza di immagini che ne determinano il fusto. Ogni altro utente è espressamente libero di continuare la storia di quell’albero o di crearne un’altra, di continuare la storia di un determinato nodo o di biforcarlo producendone una variante, che magari qualcuno si preoocuperà di sviluppare o di rivedere con una nuova alternativa.

Tutto questo può potenzialmente ripetersi infinitamente e dare vita ad un mondo.

Qui il web, attraverso l’arte, coglie e mostra, per la prima volta forse, tutto il suo infinito potenziale in una sola schermata.
Certo ad oggi gli strumenti grafici messi a disposizione dell’utente sono pochi, ma direi sufficienti per un’esperienza vera dell’arte nell’era dei social network.

Vale la pena provare.

Manuel Cazzoli

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