Se 800 milioni di dollari vi sembrano tanti..

 

Questo è l’ammontare ricavato da Facebook Inc. nei dodici mesi del 2009 [Reuters].
Marc Andreessen, membro del consiglio d’amministrazione, aveva previsto – sempre per l’anno appena concluso – una cifra di circa 500 milioni di dollari. Esattamente la stessa quantità di utenti iscritti che viene stimata in questi giorni.

Parlando solo in chiave italiana, si contano tra gli 8 e i 9 milioni di accessi quotidiani. Perché sto snocciolando queste cifre? Per farvi venire l’acquolina in bocca. Un pò come il buon Pavlov.
Come fa Facebook ad avere questi introiti? Le fonti di guadagno più o meno dirette sono varie: gli ads nei social game, i banner, le partnership con Microsoft Bing e Google, ma soprattutto Facebook Ads.
Opportunità meravigliose del social network marketing. Sì perché visti anche i numeri di cui sopra (rivisti costantemente al rialzo dagli analisti) sarebbe naturale pensare che la quasi totalità delle aziende fosse cosciente di quest’ennesima leva nella long tail dell’internet marketing regalata dal più giovane miliardario al mondo [Forbes.com].

Non è assolutamente così. Altri tre dati tratti dall’interessante intervento di Marco Camisani Calzolari al Venezia Camp 2010, che vi invito a guardare (https://www.youtube.com/watch?v=0oh_cGOBHgM&feature=related):

4 milioni di PMI in Italia; solo il 60% ha un collegamento internet. il 20% dispone di un sito web di proprietà

Le PMI italiane (in particolare venete, ahimè…) non conoscono e non sfruttano questo canale, soprattutto in ottica b2c. La titubanza ad entrare in opportunità sconosciute è condivisibile. Può anche essere compresa data la difficoltà di Facebook Inc. di maturare profitti fino a qualche semestre fa. Da aggiungere inoltre i vari problemi soprattutto in tematiche di privacy del gigante web di Palo Alto.

C’è un però. Anzi uno uao! Uao! Perché Facebook non è una meteora web che si è eclissata, come ad esempio Second Life. La potenza di questo social network è stata quella di essere dinamico ed elastico agendo velocemente in risposta alle esigenze, o lamentele, degli utenti. E non ci si ferma qui. Esiste già un’applicazione che permette di praticare un primo primitivo e-commerce, sta per essere lanciato Facebook Credit e probabilmente verrà integrata la geolocalizzazione. Scenari infiniti. Il che è esattamente l’opposto di dire “ci sono anch’io su Facebook” e fermarsi lì. Sono convinto sia uno strumento straordinario se vissuto e conosciuto, anche dal punto di vista aziendale.
A marzo Facebook ha superato come numero di accessi il mostro sacro Google [Financial Times], nome aziendale riconosciuto come parola del decennio [American Dialect Society]. Qualcosa vorrà pur significare…
Eppure c’è ancora molto distacco, forse per snobismo forse per inesperienza.
E’ anche altrettanto vero che avanza chi sa cogliere le opportunità prima di altri.

Paolo Rinaldo

 

 

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