La macchina del tempo è una realtà?

15 Luglio 2010 · Commenti (0)

C'era una volta SWEZA, giovane graffittaro giramondo, che ha portato le sue "opere" nei muri di mezza Europa (tra i quali quelli di Bologna qui illustrati). Consapevole della caducità del suo lavoro, trova un modo veramente originale per conservare nel tempo i suoi "beni culturali". "Sto usando il QR code per preservare per i posteri i graffiti, fotografandoli prima che siano rimossi. Dopo che sono stati eliminati dalle autorità locali o dai proprietari dei palazzi, io applico un QR code nel luogo esatto in cui si trovava il disegno originale. In questo modo qualsiasi telefono cellulare con un lettore QR code può essere utilizzato per viaggiare nel tempo" racconta.


Sfruttando al meglio le nuove tecnologie, SWEZA è riuscito a dare una nuova vita alle sue opere, consentendo dei piccoli - ma reali - viaggi nel tempo... limitati e a un po' illegali, certo, ma raggiungono lo scopo e danno al nostro artista non poca visibilità! Infatti al di là degli aspetti artistico-culturali, questo "disegnino" - così simile a una macchia di Rorschach - ha delle enormi potenzialità anche in campo promozionale: i QR codes o Quick Response Codes sono codici a barre bidimensionali, ai quali è possibile "abbinare" i più svariati tipi di dati, dai link a siti web a frasi, ma anche brevi file audio e video. Nascono nel settore industriale, ma a poco a poco stanno trovando larghissimo uso nel mondo del marketing: grazie a questi codici è possibile inserire su una pagina pubblicitaria, nel packaging di un prodotto, su un periodico o in ogni altro supporto qualsiasi tipo di informazione vogliate. E così con una semplice scansione del quadratino contenente il codice, il vostro cellulare vi permette di accedere istantaneamente a news, foto, presentazioni...

Quindi perchè non vediamo (ancora) codici quadrati ovunque? Diciamo che se in Giappone il loro uso capillare è iniziato nel 2000 (tanto che oggi gli amici nipponici li usano al posto dei biglietti da visita), in Italia se ne sta parlando ancora poco, visto che molti cellulari in commercio non hanno ancora un lettore integrato. In realtà i telefonini di nuova generazione stanno sopperendo a questo problema, e infatti alcune realtà italiane stanno cominciando a sperimentarne l'applicazione su larga scala. Due esempi in particolare mi hanno colpita, dato che entrambi sono legati al mondo - sempre più in crisi - dell'editoria: "La Gazzetta dello Sport" e "Ciak". Sono una lettrice abituale della rivista dedicata al mondo del cinema, e devo dire che sto molto apprezzando i numerosi QR Codes che accompagnano gli articoli di punta (e la copertina), che mi consentono di accedere in esclusiva a una serie di contenuti come trailer, interviste agli attori, immagini inedite... Stesso prezzo di copertina e molti extra in più: un innegabile vantaggio sia per l'editore - più low cost di così! - sia per l'utente finale, incentivato all'acquisto dai plus offerti grazie alla multimedialità.

Oggi è forse il momento migliore per iniziare a conoscere - e sfruttare commercialmente - questa tecnologia: è ancora una novità, crea curiosità, incentiva a sfruttare i nuovi prodotti high tech e soprattutto è un veicolo promozionale a costo minimo utile per qualunque realtà presente nel mercato, indipendentemente dalle sue dimensioni o dal settore di appartenenza.

Il futuro del marketing passerà quindi per il "fratello maggiore" del codice a barre?! Le scommesse sono aperte...

Veruska Motta

QR Code

 

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