Il futuro di Google

13 Dicembre 2010 · Commenti (1)

Cos’è Google?

“Google is not a conventional company. We do not intend to become one.”



In un contesto come la Silicon Valley, lontano anni luce dal modello delle aziende italiane, questa frase, scritta dai due fondatori del gigante di Mountain View nel lontano 2004, poteva sembrare la classica banalità. In più, chi ha seguito l’evoluzione del più famoso motore di ricerca al mondo non ha notato grandi cambiamenti visuali. Da quando “big G” è stato ideato, ha svolto egregiamente il suo lavoro: trovare quello che cerchiamo.

Ma su quali programmi lavorano ogni giorno i 9.000 dipendenti?

Probabilmente Google non è (solo) un motore di ricerca.

Per chi non lo sapesse Google, nel solo 2010, ha dato il via a due grandi progetti: uno di energia eolica nella costa est degli Stati Uniti e un altro di auto che viaggia senza pilota, coprendo circa 225.000 km sulle strade americane. Nel 2006 ha acquisito Youtube e l’anno successivo non si è lasciata scappare DoubleClick, un online advertising network, per circa 3 miliardi di dollari. Il sistema operativo Android, in rapidissima crescita, è al terzo posto per quanto riguarda i dispositivi mobili. Tenendo ben presente che il futuro del web vedrà uno spopolare delle connessioni da mobile device, l’ambito delle applicazioni e di tutti gli strumenti utili per l’utente, per cercare un determinato prodotto o servizio nelle vicinanze, sarà fondamentale. Google è d’accordo con me anche su questa visione :). Stanno sviluppando infatti tecnologie come il “voice-commander search” per esempio. Immaginate: prendete in mano il telefono, anzi smartphone, e dite “vacanze New York” e lui automaticamente trova un hotel sulla quinta strada. Atterrati ci chiederemo: “e ora?”. Big G ci vuole accompagnare ovunque e quindi sta pianificando anche nuove strategie di marketing geo-localizzato. Precisamente in due modi:

a) vogliamo andare in un negozio di scarpe vicino all’aeroporto JF Kennedy: inseriamo la nostra posizione e sapremo quali sono i più vicini

b) scendiamo dall’aereo e ci arrivano messaggi pubblicitari di attività vicine alla nostra posizione geografica

Certo, a volte potrebbe essere un’azione percepita dal potenziale consumatore come di disturbo, ma se abbiamo mezz’ora libera e il negozio si trova dall’altra parte della strada.. perché non fare un salto?

Come si può notare, sia nell’offline che nell’online, Google sta lavorando a pieno ritmo per essere il trend-setter in mercati completamente differenti. Semplificando big G è una piovra gigante, che estende i suoi poderosi tentacoli in molteplici settori.

C’è sempre un “però”. Il 30 Novembre scorso, l’Unione Europea ha formalmente messo sotto investigazione l’azienda di Mountain View per aver manipolato dei risultati di ricerca e, di conseguenza, aver tratto benefici illegali per gli altri servizi concessi. In Texas, sta accadendo la stessa cosa. Qualche problemino evidentemente c’è. D’altronde 6,5 miliardi di dollari nel 2009 di profitto è una cifra che stimola interessi personali…

Ma torniamo a noi, all’evoluzione continua di big G. Gli investitori, molti di essi, credono che l’attività di Google come motore di ricerca diminuirà drasticamente nel corso dei prossimi anni. La spiegazione, molto semplice, è che i navigatori del web inizieranno a fare le ricerche sui social network: su Facebook con il motore di ricerca interno, su Twitter con gli hash-tag, etc. Il fatto che la piovra stia allargando i tentacoli non è un caso. I momenti di gloria di Google non sono comunque certo finiti: profitti con crescita del 57% nel 2007, “caduta” al 9% l’anno scorso, ma in questi ultimi mesi l’indicatore delle entrate sta salendo così tanto da stupire tutti gli analisti.

Eppure Google avrà un punto debole direte; si, il social network. Big G non è ancora riuscita a creare uno strumento innovativo come Facebook (considerato solo per potenza di penetrazione nella popolazione mondiale). La soluzione potrebbe essere uno “social layer” e quindi, non un vero e proprio social network, ma una maschera personalizzata sincronizzata con tutti i prodotti e servizi brandizzati Google.

Concludendo, direi che l’azienda di Mountain View ha fatto del suo lavoro la propria struttura. A mio avviso, da motore di ricerca web, ha inglobato tutta una serie di servizi che traslano questa attività anche nel metodo di lavoro: nei vari progetti in corso (auto senza pilota, energia eolica, android, etc.) Google sta selezionando, mettendo in evidenza e sviluppando le cose che più interessano a noi utenti finali. Esattamente quello che accade quotidianamente quando accediamo al sito più cliccato al mondo.

Cos’è Google per me? Per me Google è un’azienda non convenzionale, che sa reinventarsi e crede in progetti improbabili.

All’ingresso della sede nella Silicon Valley – la famosa GooglePlex - c’è Stan, una replica in bronzo di un Tirannosauro. Egli ricorda ai lavoratori che bisogna evolversi velocemente, altrimenti si rischia di diventare dinosauri digitali. Io, fan dei progetti impossibili, mi permetto di ricordarlo a voi.

Paolo Rinaldo

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Nonie

1
qzzsrftDfmpvc
29.12.11 | ore 08:03
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